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Lo chalet di montagna

Alps Villa, Brescia, 2014.

Questo insolito chalet di montagna, immerso in una radura poco distante dalla città, a 700 metri sul livello del mare, ci immerge in un’atmosfera in cui artificiale e naturale si fondono felicemente insieme. La tradizione incontra l’innovazione e regala emozioni e panorami fiabeschi. L’immagine di contemporaneità dettata dalla forma, un solido dinamico e complesso dalle molteplici facce, non deve trarre in inganno. L’architettura in realtà richiama fortemente al paesaggio e al contesto in cui si inserisce.

Di questo luogo infatti ci parlano i materiali utilizzati, legno e rame ossidato, l’attenzione posta nei confronti degli aspetti bio-climatici che condizionano le scelte e le soluzioni tecnologiche, ma anche l’aspetto stesso della composizione: sul lato Nord l’edificio sembra mordere la roccia, stabilendo una relazione tanto fisica quanto concettuale con la montagna. Il fronte Sud invece si apre completamente al panorama sottostante, regalando allo spettatore un’ampia visuale del paesaggio.

Gli interni, con la loro essenzialità e il loro candore, ci riconducono al contrario in una dimensione quasi metafisica, dove le nozioni di luogo e tempo lasciano spazio alle sensazioni spaziali e sensoriali, esaltate da suggestivi effetti luminosi. Chiunque abbia concepito l’edificio (e quel chiunque porta il nome di Camillo Botticini) si è indubbiamente lasciato ispirare da questi luoghi.

[tratto da Archiportale]

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