Grotte Ra Paulette

Le grotte scavate a mano di Ra Paulette

La pazienza, si sa, è la virtù dei forti.
Di pazienza, per completare la sua opera, Ra Paulette ne deve aver avuta davvero tanta.
Pazienza, passione ed amore infinito per l’arte.

L’artista Ra Paulette ha infatti trascorso gli ultimi 10 anni della sua vita trasformando le grotte in pietra arenaria delle colline del nord del New Mexico in stupefacenti opere d’arte.
Paulette, oggi 67enne, non ha usato enormi macchinari come si può facilmente pensare, ma ha scavato ed ha scolpito i dettagli sulle pareti della grotta a mano.

Sembra il personaggio interpretato da Tim Robbins, nel film Le Ali della libertà. Nel film, tratto dal racconto di Stephen King “Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank”, pubblicato nella raccolta “Stagioni diverse”, Andy Dufresne, vice-direttore di banca, viene ingiustamente condannato a due ergastoli per l’uccisione della moglie e del suo amante.
Una mattina, il direttore e le guardie non trovano Andy nella sua cella e scoprono che è scappato attraverso una lunga galleria scavata nel muro. Andy, durante i suoi 20 anni di carcere, aveva scavato pazientemente e incessantemente nel muro col un piccolo martelletto da roccia procuratogli da un altro detenuto.

Il lavoro certosino di Ra Paulette e la sua pazienza ci ricordano il protagonista del film, non certo per l’ambientazione, ben più romantica di un carcere di massima sicurezza, ma per la dedizione con cui entrambi compiono la loro opera, con strumenti tutto sommato semplici e alla portata di tutti. Carriole, raschiatoi, picconi, badili…
Ra Paulette è un autodidatta: non è un architetto, non è un ingegnere, né ha mai studiato l’arte per la quale è divenuto famoso ed apprezzato.

Per lui il lavoro manuale è fonte di autoespressione, di autorealizzazione, di rinnovamento: “Quando si scava nelle profondità delle grotte si abbatte la materia e si scompongono i suoi invisibili movimenti in svariate semplici parti, che vengono plasmate in forme più efficienti, coinvolgendo le proprie forze, mentali, fisiche ed emotive”. “Ma come possiamo cambiare quello che facciamo, se prima non cambiamo quello che proviamo?”

L’atto dello scolpire diviene, per Ra Paulette, una danza: “the dance of digging”, la danza dello scavare.

L’opera, monumentale ed ambiziosa, non è ancora completata al 100%: quando questo incredibile progetto sarà completato definitivamente, Paulette spera che possa divenire un luogo di “rinnovamento spirituale e di benessere”, anche per i visitatori. L’obiettivo è che sia anche un punto d’incontro per gli artisti ed una favolosa cornice per organizzare eventi legati al mondo dell’arte.

Ulteriori immagini delle spettacolari grotte di Paulette si possono trovare sul suo sito web, dove è possibile fare un tour virtuale.
http://www.racavedigger.com/racavedigger.com/Virtual_Cave_Tour.html

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